domenica 19 aprile 2015

Radicali Italiani sostiene la candidatura di Mattia Da Re nella lista L'ALTRO VENETO


Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 17 al 19 aprile, ha deliberato il sostegno alla candidatura di Mattia Da Re nella lista “L'Altro Veneto. Ora Possiamo!”.

Nella mozione approvata, si legge:

«la candidatura di Mattia Da Re, nata dell'impegno costante sul territorio veronese nella difesa dei diritti civili e delle libertà individuali, costituisce un'opportunità di contaminazione e dialogo con realtà d'ispirazione ecologista e solidale, che in Veneto rappresentano l'unica attuale alternativa ad un modello politico-sociale ultraconservatore, che negli ultimi decenni ha dimostrato di non avere nessuna attenzione per questioni fondamentali come la tutela dell'ambiente e della salute, l'impoverimento costante della popolazione, le politiche di accoglienza e integrazione, e che, soprattutto con le vicende giudiziarie degli ultimi anni che hanno coinvolto personalità politiche di primo piano, ha dimostrato di non essere esente dai mali della partitocrazia italiana»

«la candidatura di un radicale in una lista rappresenti una opportunità per tenere accesi i riflettori su questioni centrali per il movimento, a partire dalla giustizia e dalla condizione delle carceri – che anche in Veneto presenta evidenti criticità – e la dismissione degli OPG, che vede la Regione tra quelle totalmente e “fieramente” inadempienti per quanto riguarda la attivazione delle rems. La presenza radicale è inoltre la sola a garantire una attenzione costante su tutto ciò che riguarda la laicità delle istituzioni, i diritti civili e umani, il benessere e la tutela degli animali – tutte tematiche innominabili in un territorio che vede la destra clericale profondamente radicata nel tessuto sociale.»

Mattia Da Re in sciopero della fame. Appello ai consiglieri comunali: «autenticate le firme di chiunque voglia presentarsi alle elezioni»

La legge elettorale veneta è un vero e proprio capolavoro partitocratico, architettato ad arte per impedire alle voci fuori dal coro di farsi sentire.
L'obbligo di raccogliere le firme vale solo per chi non è rappresentato in consiglio regionale (non a caso i gruppi in consiglio si sono moltiplicati nelle ultime settimane) e a poterle autenticare sono – escludendo i notai, che si mettono a disposizione dietro alto compenso e i funzionai pubblici, che spesso non amano esporsi troppo – i sindaci e i consiglieri comunali, che quasi sempre fanno riferimento ai partiti che le firme non le devono raccogliere.

A completare il quadro, si aggiungono i media, che danno grandissima visibilità ai candidati dei partiti maggiori e lasciano le briciole a tutte le altre formazioni, negando alla cittadinanza il diritto di conoscere non solo tutte le proposte politiche in campo, ma anche “le regole del gioco”, visto che che di “firme” i big non si occupano. Il risultato è che molti cittadini non sono nemmeno a conoscenza del fatto che alcune liste debbano raccogliere le firme per potersi presentare alle elezioni.

Se il processo elettorale è così palesemente e pesantemente viziato già dal principio, non è esagerato dire che è la democrazia stessa ad essere in pericolo. Partecipazione e informazione sono tra i più importanti pilastri della democrazia, per questo chiedo ai sindaci e ai consiglieri dei 579 comuni veneti di mettersi a disposizione di chiunque voglia partecipare alle elezioni, perché è vero che nessuno è costretto ad autenticare le firme, ma per chi fa politica con spirito di servizio dovrebbe essere un piacere mettersi a disposizione di chi chiede semplicemente di poter esercitare il proprio diritto a partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Chiedo poi ai media di non disattendere quella che è la loro più importante funzione – ovvero quella di consentire alle persone di “conoscere per deliberare” –, di smetterla di essere asserviti alla partitocrazia, consentendo alla cittadinanza di conoscere le proposte di tutte le forze in campo.

Vista la gravità della situazione e la scarsa considerazione che i protagonisti della “commedia elettorale” – da Zaia a Moretti, passando per Tosi e Berti – hanno del problema, inizierò lunedì uno sciopero della fame, al fine di richiamare l'attenzione su una questione che non deve e non può essere trascurata da chiunque si candidi alla guida della Regione.


Cari consiglieri, la legge vi “mette in mano” il timbro per autenticare le firme e consentire, a chi lo desideri, di presentarsi alle elezioni; io “in mano” non ho nulla, la legge non mi conferisce nessun potere, ma amando la democrazia e a libertà metto in gioco i miei 48 kg di peso per 1.80 di altezza, con la speranza di risvegliare in voi l'amore per la Politica con la “P” maiuscola che troppo spesso sembrate aver perso.